Teoria di BookTok sul film Cime Tempestose

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In questo articolo vi svelo una teoria Cime Tempestose che circola sul BookTok: riflettiamoci insieme.

Sul BookTok stanno circolando alcune teorie riguardo al nuovo adattamento cinematografico di Cime Tempestose previsto per il 2026, diretto da Emerald Fennell e con protagonisti Margot Robbie e Jacob Elordi. Una delle teorie più discusse è l’idea che la protagonista non stia vivendo realmente la storia, ma che stia leggendo il romanzo di Emily Brontë e immaginando tutto ciò che accade.

Secondo alcuni utenti di BookTok, infatti, il film quindi si baserebbe su questa idea: Catherine (interpretata da Margot Robbie) non sarebbe quindi la vera Catherine Earnshaw, ma una donna moderna che legge Cime Tempestose e si immedesima così profondamente nella storia da immaginarsi nei panni della protagonista.

Questa teoria si basa principalmente su alcune immagini del trailer in cui si vedono ambientazioni moderne alternate a scene gotiche, e su un’inquadratura ricorrente di un libro aperto con annotazioni a margine. Ma facciamo meglio il punto della situazione.

Una teoria Cime Tempestose affascinante e super discussa dal BookTok

Secondo questa visione, la protagonista del film (interpretata da Margot Robbie) non è realmente Catherine Earnshaw, ma una donna contemporanea che legge Cime Tempestose e si immerge così profondamente nella lettura addirittura da immaginare se stessa all’interno della storia. Il film, quindi, non sarebbe un adattamento lineare e pedissequo del romanzo, ma una sorta di sogno a occhi aperti, una fantasia letteraria che prende vita nella mente della lettrice.

Indizi che alimentano la teoria

  • Scene ambientate in epoche diverse: nel teaser trailer si alternano immagini in stile vittoriano con altre che sembrano ambientate in un appartamento moderno, suggerendo un passaggio tra realtà e immaginazione.
  • Presenza del libro fisico: in alcune clip si vede chiaramente il romanzo Cime tempestose con sottolineature e note a margine, come se la protagonista stesse studiando o riflettendo sul testo.
  • Sguardi in camera e dissolvenze oniriche: la regia di Emerald Fennell sembra giocare con la soggettività, mostrando scene che potrebbero essere proiezioni mentali piuttosto che eventi reali.

Questa teoria ha acceso il dibattito tra i fan: alcuni la trovano una trovata geniale per rendere il romanzo più accessibile e attuale, altri temono che snaturi l’intensità tragica dell’originale. Ma proprio questa ambiguità sembra essere uno degli elementi più intriganti del progetto.

Voi cosa ne pensate?

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