Capitolo bonus 16 Fourth Wing italiano

Capitolo bonus 16 Fourth Wing italiano

In questo articolo potete leggere il capitolo bonus 16 Fourth Wing italiano (pov Xaden).

Esistono dei capitoli bonus di Fourth Wing, scritti proprio da Rebecca Yarros, quindi completamente canon. In questo articolo potete leggere il capitolo bonus 16 Fourth Wing in italiano. Questo capitolo (tradotto in italiano) era stato pubblicato parecchio tempo fa direttamente sul sito dell’editore italiano del libro, ma la pagina a cui era stato pubblicato ormai non esiste più! Ci ha fornito questo contenuto la pagina Fourth Wing Italia. Qui nel sito, a QUESTO LINK, troverete anche il capitolo 9.

Nota bene: Il capitolo, come già detto, è stato tradotto in italiano direttamente dall’editore, quindi non dovrebbero esserci errori.

Ecco a voi quindi un contenuto extra di Fourth Wing: il capitolo bonus 16 (pov Xaden).

Buona lettura!

Capitolo bonus 16 Fourth Wing italiano (pov Xaden)

CAPITOLO 16

XADEN


«Non hai ancora capito che cosa è successo? Cosa ha fatto Xaden?»
Aetos chiede a Sorrengail nel panico più totale, come il soldato di fan-
teria che avrebbe dovuto essere. Sta insinuando che io abbia modificato
l’esito della Trebbiatura.
Se reagissi ogni volta che qualcuno mi tira in mezzo, non riuscirei
mai a concludere un bel niente. Nella maggior parte dei casi, prendo nota
dell’offesa, l’archivio per considerazioni future e vado avanti. Come ama
ricordarmi Sgaeyl, ai draghi non interessano le opinioni delle pecore…
o di quasi tutti gli umani.
Ma Aetos conficca le dita nelle spalle di Sorrengail, proprio dov’è
stata ferita da quel bastardo del primo anno che Tairn ha incenerito, e
una rabbia inspiegabile si riversa nelle mie vene, tagliando tutto ciò che
incontra sotto forma di piccole schegge di ghiaccio. Alzo la mia scher-
matura come faccio ogni volta in cui mi avvicino troppo a qualcuno, a
maggior ragione a un lettore della memoria.
«Ti prego, dimmi che cosa pensi io abbia fatto.» Emergo nel chiarore
lunare, che illumina gran parte del campo di volo, e interrompo il flusso
di energia proveniente da Sgaeyl, lasciando le ombre della notte al loro
stato naturale in modo che questo stronzo possa vedermi chiaramente.
«Hai manipolato la Trebbiatura.» Aetos toglie le mani dalle spalle di
Sorrengail e io decido di non tagliargliele. Per ora.
Sul serio? Tra tutte le leggi che infrango, si è impuntato proprio su
questa?
Mi viene quasi da ridere, ma poi lo stronzo si piazza davanti a Vio-
lence, come se avesse bisogno della sua protezione. Oggi non l’ha vista
combattere, altrimenti non se ne starebbe lì a vegliare su di lei come una balia.
«Dain, la tua è…» Sorrengail si sposta da dietro di lui.
«È un’accusa ufficiale?» Dei, vi prego, datemi un motivo per picchiare
a sangue questo pomposo amante del Codice. Mi basta un’unica volta.
«È un insignificante essere irritante. Cerca di avere un po’ di auto-
controllo», mi dice Sgaeyl, come se il suo affetto per il piccolo drago
dorato non ci avesse messo in questa situazione del cazzo.
Tengo lo sguardo fisso su Aetos e non sugli ampi occhi nocciola di
Sorrengail e sui graffi che le segnano la pelle. Non permetto assoluta-
mente alla mia attenzione di scivolare lungo quelle curve…
Cazzo, è una distrazione che non posso permettermi, ma che mi è
appena toccata in sorte per il resto della mia miserabile vita. E invece di
fissarmi con quel fuoco che mi ammalia, in questo momento è la paura
a fare apparire i suoi occhi più ambrati che azzurri al chiaro di luna.
Paura per… Aetos? Qualcosa di sgradevole si agita nelle mie viscere.
«Sei intervenuto?» domanda Aetos con la voce che tende al piagnisteo.
«Che cosa vuoi sapere di preciso?» Inarco un sopracciglio, lasciando
trasparire tutto il mio disgusto per il suo culo viziato. Quel bel boccon-
cino di puro arsenico ha rischiato di rimanerci secco e lui si preoccupa
del protocollo? «Se l’ho vista in inferiorità numerica e già ferita? Se ho
pensato che il suo coraggio fosse tanto ammirevole quanto stupidamente
sconsiderato?» Commetto il monumentale errore di guardarla e perdo un
po’ del mio proverbiale distacco. Avrebbe potuto morire là fuori. Proprio
davanti a me. C’è mancato così poco…
«Rifarei tutto, se potessi.» Solleva il suo mento ostinato verso di me.
«Ne sono dannatamente consapevole.» Merda. Alla faccia di quel
poco di distacco che avevo ancora… è appena evaporato del tutto. «Vuoi
sapere se l’ho vista affrontare tre cadetti più grossi di lei?» Guardo male
Aetos. «Perché la risposta a tutte queste domande è sì. Mi stai facendo la
domanda sbagliata, Aetos. Dovresti chiederti se anche Sgaeyl l’ha vista.»
«Non osare tirarmi in mezzo a questa follia.»
«Tu non hai esitato a farlo. Da quando in qua i draghi più piccoli
ti fanno tenerezza?» Non che quel dorato non sia carino. Ma qui, se ci
s’intenerisce per la carineria, si viene uccisi ed è proprio questo che
rende Sorrengail così tanto pericolosa per me.
Aetos distoglie lo sguardo nervosamente, com’è giusto che sia.
«L’ha chiamato lei», sussurra Sorrengail. Immagino che qualcuno
l’abbia informata del legame di coppia tra Tairn e Sgaeyl.
«E tu da quando ti fai coinvolgere dalle donne umane?» ribatte Sgaeyl.
«Sono arrabbiato, non coinvolto», la correggo. «Non è mai stata una
fan dei bulli», confermo. «Ma non pensare che il suo sia stato un atto di
gentilezza nei tuoi confronti. È affezionata al piccolo drago. Purtroppo
Tairn ti ha scelta di sua spontanea volontà.»
«Cazzo», mormora Aetos, capendo finalmente che cos’è accaduto.
«Hai riassunto perfettamente il mio pensiero.» Scuoto la testa. «Sor-
rengail è l’ultima persona del Continente che vorrei fosse incatenata a
me. Non sono stato io.» Oggi, in quella radura, il mio atteggiamento
nei confronti di Violence è cambiato in un solo secondo: da «magari la
uccido oppure no» a «devo proteggerla a tutti i costi».
E non perché sia brillante o bella o capace, in modo esasperato, di
mandare in fumo il distacco che mi sono sapientemente costruito, anche
se è tutte queste cose. No, in questo caso non ho avuto scelta. Tairn ha
scelto per me. «E anche se fossi stato io…» Invado lo spazio di Aetos e,
per sua fortuna, non si ritrae quando lo sovrasto «…davvero lanceresti
contro di me una simile accusa, sapendo che la ragazza che definisci la
tua migliore amica è salva grazie a questo?» A un certo punto Sorrengail
dovrà rendersi conto che l’anno trascorso nel quadrante ha trasformato
il suo amichetto in qualcuno che in realtà non conosce.
Il suo silenzio è fottutamente delizioso e lo incrimina molto di più
di quanto possa mai fare io.
«Ci sono… delle regole», balbetta, facendo del suo meglio per soste-
nere il mio sguardo, anche se lo supero di qualche centimetro. Dimostra
di avere un po’ di spina dorsale. Buon per lui.
«E per pura curiosità, tu avresti, diciamo, infranto quelle regole per
salvare la tua preziosa piccola Violet in quella radura?» Il suo nome
ha un sapore strano sulla mia lingua, più dolce del soprannome che ho
scelto per lei.
«È crudele persino per te», osserva Sgaeyl con una punta di
divertimento.
«Mi dispiace che soffra, ma dovrà indurirsi, altrimenti questa nostra
collaborazione non funzionerà mai. E Aetos deve uscire di scena.»
«Oh, quindi stiamo evitando di parlare del fatto che stavi già interve-
nendo, quando Tairn è atterrato?» ribatte lei. «Se non fosse arrivato, ti
saresti macchiato proprio di quello che la prole del colonnello ti accusa.»
«Mi sono mosso d’istinto per proteggere…»
«Non finire la frase, mettendoti ancora di più in imbarazzo.»
Odio quando fa così. È l’unico essere nel Continente con una lingua
più tagliente della mia. Be’… Violence potrebbe darle del filo da torcere.
Accidenti, Aetos non mi ha ancora risposto.
«Non è giusto chiederglielo.» Sorrengail si posiziona accanto al suo
amico, mentre il battito ritmico di tante ali riempie l’aria. Immagino che
l’Empireo abbia deciso se potrà legarsi a entrambi i draghi.
«Ti ordino di rispondermi, caposquadra.» Lo tengo inchiodato con
il mio sguardo. Forza. Mostrale chi sei veramente.
Aetos deglutisce in modo così odioso che riesco a sentirlo, poi chiude
gli occhi. «No, non l’avrei fatto.»
Io sbuffo. Fottuto codardo amante delle regole. Non merita di respi-
rare la stessa aria di Violence. Lei è la metà di lui, ma mille volte più
coraggiosa. Il loro è un rapporto sproporzionato. Non esiste una sola
regola in questa accademia dimenticata dagli dei che non ignorerei pur
di salvare la vita di Bodhi, Garrick o Liam… e ora la sua.
Aetos si gira verso Sorrengail, ma anch’io vedo che il danno ormai è
fatto. Sembra che qualcuno abbia appena stracciato il suo libro preferito.
Merda. Che cos’è questo peso scomodo che mi schiaccia i polmoni?
Non sarà… No. Non può essere senso di colpa. Non riesco a ricordare
l’ultima volta che mi sono sentito in colpa per… be’… qualsiasi cosa
che non riguardasse una persona marchiata.
«Mi avrebbe ucciso vederti in quella situazione, Violet, ma le rego-
le…» piagnucola Aetos.
«Va tutto bene», lo interrompe lei, toccandogli la spalla.
È più che sufficiente a trasformare il senso di colpa in nausea, cosa
per cui sono stranamente grato.
«I draghi sono tornati.» Sottolineo l’ovvio, visto che stanno atterrando
sul campo di volo, obbligando i cadetti a togliersi di mezzo. «Torna in
formazione, caposquadra.»
Aetos scappa via come il piccolo ratto che è.
«Perché gli hai fatto questo?» mi urla contro Sorrengail, poi scuote la
testa. «Lascia perdere.» Se ne va così, senza aggiungere un’altra parola.
Sbatto le palpebre. Giuro su Amari che quella rompiscatole alta un
metro e cinquanta è l’unica persona che abbia mai avuto il coraggio di
liquidarmi in quel modo. Mi muovo prima che il mio buon senso mi
dica di non farlo.
«Perché ti fidi troppo di lui.» Mi bastano pochi passi per raggiungerla.
«E sapere di chi ti puoi fidare è l’unica cosa che ti terrà in vita, che ci
terrà in vita, non solo nel quadrante, ma anche dopo il diploma.»
«Non c’è nessun noi», replica lei, evitando per un pelo di finire ad-
dosso a un altro cavaliere, cosa che mi fa sussultare. Ieri forse non mi
sarebbe importato.
Oggi il suo sangue è il mio sangue.
«Oh, presto scoprirai che non è più così.» Le afferro il gomito e la
tolgo dalla traiettoria di un’altra possibile collisione. È questo che mi
aspetta, se voglio tenere in vita questa donna, che è in grado di affrontare
tre bulli armati fino ai denti per difendere un piccolo drago, ma non di
guardare dove cazzo mette i piedi? «I legami di Tairn, sia con la sua
compagna sia con il suo cavaliere, sono potenti perché lui lo è. Perdere
il suo ultimo cavaliere lo ha quasi ucciso e questo, a sua volta, ha quasi
ucciso Sgaeyl. Le vite delle coppie di draghi sono…»
«Interconnesse, lo so», ribatte lei con la rabbia che mette in risalto
l’azzurro dei suoi occhi, mentre si concentra sui movimenti dei draghi
che stanno atterrando.
In nome di Dunne, che cosa ho che non va? Non dovrei notare una
cosa del genere.
«Ora chi è che si sta intenerendo?» mi domanda Sgaeyl.
«C’è una bella differenza tra essere attratto ed essere intenerito.» E
ce l’ho già con me stesso per la prima cosa. Non ho intenzione d’indu-
giare anche nella seconda. «Ogni volta che un drago sceglie un cavaliere,
il legame è più forte del precedente, il che significa che, se tu muori,
Violence, s’innesca una catena di eventi che potenzialmente termina con
la mia morte. Quindi sì, sfortunatamente per tutte le persone coinvolte,
esiste un noi, se l’Empireo ha avallato la scelta di Tairn.»
Schiude le labbra con uno sguardo acceso.
E di certo io non mi ritrovo a pensare alla sua bocca, non quando ho
preoccupazioni ben più grandi, come tenerla in vita. Non penso a quale
sarebbe l’angolazione migliore per baciarla. O a come il suo culo perfetto
starebbe bene nelle mie mani. «E ora che Tairn è tornato in gioco, che
gli altri cadetti sanno che è di nuovo disposto a legarsi…» Per gli dei,
le daranno la caccia. Sul tappeto. Nei corridoi. In quel dannato bagno
in cui non posso entrare. Distolgo lo sguardo ed espiro con abbastanza
forza da poterlo definire un sospiro.
«È per questo che Tairn mi ha detto di restarti vicina», sussurra, come
se finalmente avesse compreso la gravità della nostra situazione. «Per
via dei non legati.»
«I non legati cercheranno di ucciderti nella speranza di convincere
Tairn a legarsi a loro.»
Garrick si dirige verso di me e io scuoto la testa. Qualsiasi cosa debba
comunicarmi in merito alla missione di ieri sera può aspettare. «Tra tutti
i cadetti del quadrante, Tairn doveva proprio legarsi a Sorrengail?» La
mia vita sta per diventare infinitamente più complicata.
«Sentiti libero d’interrogarlo sulle sue motivazioni», mi suggerisce
Sgaeyl.
«No, diamine, ci tengo che la mia testa rimanga attaccata.» È un
burbero figlio di puttana. «Tairn è uno dei draghi più forti del Continente
e il vasto potere che incanala sta per diventare tuo. Pur di non dovere
ripetere l’anno, i non legati cercheranno di fare fuori i neocavalieri nei
prossimi mesi, quando il legame è ancora debole e sussiste la possibi-
lità che il drago cambi idea e scelga loro. E per avere Tairn farebbero
qualsiasi cosa.» Questa volta non posso fare a meno di sospirare per
davvero. «Sei diventata l’obiettivo numero uno di quarantuno cavalieri
non legati.» Raddrizzo il dito indice.
«E Tairn pensa che mi farai da guardia del corpo.» Sbuffa. «Non sa
quanto mi disprezzi.»
«Sa esattamente quanto la disprezzi e quanto spesso la fissi…»
«Mi offrirò volontario per ogni missione al gelo, se non…»
«Permaloso. Come se dovessi essere punita per la tua incapacità di
controllare i tuoi ormoni.» Lei rabbrividisce mentalmente. Per quanto
spietata e feroce possa apparire, non sopporta il freddo, a meno che non
sia quello di Aretia.
«Però sa esattamente quanto io tenga alla mia vita», ribatto, accarez-
zando il corpo di Sorrengail con lo sguardo. Non c’è assolutamente nulla
che non mi piaccia in quello che vedo. In effetti, se Amari in persona
avesse progettato una donna per rovinarmi… be’, cazzo. Forse Violence
è proprio questo: la mia condanna a morte. Pelle morbida. Mente acuta.
Temperamento feroce. Micidiale con i pugnali. Coraggiosa fino al midollo.
E assolutamente impassibile. «Sei incredibilmente calma nonostante tu
abbia appena appreso di essere un bersaglio.» Che cosa le fa perdere il
controllo? Da che tipo di uomo si fa mettere le mani addosso?
«Ha due anni in meno di te ed è una tua subordinata.» Sgaeyl finge
di essere indignata.
«Tu hai cinquant’anni in meno di Tairn. Non significa nulla.»
«Oggi è un giorno come un altro per me.» Sorrengail scrolla le spalle
e io mi soffermo ad ammirare il rossore sulle sue guance, quel delicato
colore rosato che mi dice che non è così indifferente a me come le piace
fare credere. «Sinceramente, essere braccati da quarantuno persone è
molto meno spaventoso che sorvegliare costantemente ogni angolo buio
per prevenire un tuo eventuale attacco.»
Giusta osservazione.
Il drago dorato atterra alle nostre spalle, seguito da quella mostruosità
che Sgaeyl chiama compagno, e, ora che so che Sorrengail è protetta,
io mi allontano il più in fretta possibile, tagliando il campo di volo per
raggiungere Sgaeyl, che mi aspetta in fondo alla fila dei draghi dei capi
d’ala.
Garrick è al fianco di Chradh, il suo codascorpione marrone, e inarca le
sopracciglia non appena mi avvicino. «Allora, tu e la figlia del generale…»
«Non è divertente.» Scuoto la testa e fingo di non udire il soffio di
Sgaeyl, mentre il generale Melgren sale sulla tribuna. Mi si accappona
la pelle, come ogni volta che lui è nei paraggi. Fottuto assassino. Non
fatico a ignorarlo; mi sono esercitato per anni. Inoltre, non ho bisogno
di ascoltarlo per sapere ciò che sta dicendo.
Tairn ha avuto la meglio. Lei avrà due draghi. L’Empireo non impe-
dirà al secondo drago più grande del Continente di legarsi. Lo rivuole
sul campo di battaglia.
«Lei ti turba?» mi chiede Garrick, mentre Melgren si dilunga.
«No.»
«Sicuro.» Gronda di sarcasmo.
«Sto bene.» Osservo gli studenti del primo anno che sono soprav-
vissuti alla Trebbiatura.
«Ho visto dei cadaveri che stavano meglio di te», mormora il mio
migliore amico.
«Certo, perché non avevano nulla di cui preoccuparsi.» E a me è stata
appena consegnata quella maledetta Violet Sorrengail da proteggere.
Sempre che io voglia vivere. E lo voglio. O meglio, devo farlo. Soprat-
tutto perché Melgren ha appena annunciato che le è stato permesso di
legarsi a entrambi i draghi.
Abbasso la mia schermatura quanto basta per sentire i miei legami.
Quello zaffiro che condivido con Sgaeyl è lì come sempre, ma ora ce ne
sono altri due. L’onice che so appartenere a Tairn e un filo scintillante
color… argento, come le punte dei suoi capelli. Cazzo. L’ha davvero
legata. Solo un legame di coppia come quello di Sgaeyl e Tairn può
connettermi a un altro cavaliere, che io lo voglia o meno.
Sorrengail mi osserva dall’altra parte del campo e io alzo il mio scudo
e poi raddrizzo il dito indice. Ora è il bersaglio numero uno e la mia più
grande responsabilità.
«Immagino che dovremo tenerla in vita», borbotta Garrick, mentre il
generale Sorrengail avanza per fare il suo discorso annuale sulla famiglia,
anche se ha gettato la sua in pasto ai draghi.
«Già.» Come diavolo posso aiutarla a superare tutta la merda del
primo anno, quando sono impegnato altrove? Guardo dall’altra parte del
campo e vedo Liam, il mio fratello d’adozione, in piedi davanti al suo
nuovo codapugnale rosso, mentre i draghi segnano i propri cavalieri con
le reliquie per permettergli d’incanalare la magia. «Forse dovrei spostare
Liam nella sua squadra.»
«Liam?» ripete Garrick.
«È il migliore del suo anno.» Annuisco, mentre i neocavalieri danno
il via ai festeggiamenti. «L’ho addestrato a combattere, quindi so che
è in grado di proteggerla.» Inoltre, è fedele a me come io lo sono a lui.
«Oppure prima potresti darle la possibilità di cavarsela da sola.»
Garrick incrocia le braccia sul petto, guardandomi di sbieco.
Ha ragione sotto molti punti di vista.
«Ma se è questa la strada che vuoi percorrere, Liam piace a tutti, quindi
auguriamoci che piaccia anche a lei. Sarà più facile per lui sorvegliarla.»
«Le piacerà.» Quella sensazione sgradevole si riaccende nelle mie
viscere e forma un nodo.
Garrick sorride. «Non preoccuparti. Non la porterà a letto.»
Fulmino Garrick con lo sguardo. «Perché dovrebbe importarmi se
lui…» Mi zittisco di colpo, quando vedo Aetos piazzarsi alle spalle di
Sorrengail. Quello stronzo le sta slacciando il corsetto. Ha le mani sulla
sua pelle. Inspiro dal naso ed espiro dalla bocca per placare la nausea
che mi assale.
«Rilassati, glielo sta riallacciando», mi dice Garrick e non ho biso-
gno di guardarlo per sapere che ha ancora quel sorrisetto stampato sulla
faccia. «Visto? Si sta girando.»
Sorrengail si volta tra le braccia di Aetos, che le appoggia le mani
sul viso. Senza dubbio starà frugando nei suoi ricordi per vedere se ho
effettivamente interferito.
«Non c’è niente di cui… Oh, merda.» Garrick riduce la sua voce a
un sussurro, quando Aetos si china a baciare Sorrengail.
Il fuoco mi scorre nelle vene e le ombre mi circondano spasmodi-
camente, offuscando per un attimo la mia visione. Quel cazzo di Dain
Aetos ha la bocca sulla mia Violence.
Be’, non è mia, ma questo non impedisce al nodo che ho nello stomaco
di sciogliersi, di riversarsi come un acido nel mio corpo, di bruciarmi
il petto e di rendere più difficoltosa la mia respirazione, finché quel
bamboccio non si stacca da lei.
«Dannazione. Stai bene?» mi chiede Garrick con un tono piuttosto
divertito.
«Sto…» Inchiodo i miei piedi al suolo con le mie ombre per evitare
di marciare fino a loro e di dare a Aetos un bel pugno. Come cazzo si
permette di baciare sulla bocca la donna per la quale non farebbe mai
uno strappo alle regole, quando io…
«Sì? Tu cosa?» mi domanda Sgaeyl.
Merda. C’è qualcosa che non farei per lei?
«Sei un po’ verde.» Garrick ride a crepapelle e io faccio entrare e
uscire l’aria dai polmoni, mentre Sorrengail si allontana da Aetos.
Lui le sorride, ma… Un attimo. Lei non ricambia il suo sentimento.
No, Sorrengail ha la sensazione di avere baciato per sbaglio suo cugino
e si pente di non essersi ritratta abbastanza velocemente. Quando si parla
d’imbarazzo…
«Ti conosco da vent’anni, eppure non credo di averti mai visto geloso.
È incredibile.» Garrick mi dà un colpo sulla spalla.
Geloso. È questo il sentimento caldo e corrosivo che provo. Io sono
geloso.
E ora sono legato a quella donna per il resto della mia vita.
Devo stare il più lontano possibile da lei.
«Ma non ci starai», prevede Sgaeyl.
Sarei tentato di mostrarle il dito medio, se non fossi convinto che me
lo staccherebbe a morsi soltanto per ricordarmi che può farlo.

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